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In varie occasioni, nel corso della vita di un paziente, può verificarsi la necessità di un esame tomografico, la cosiddetta “TAC”.

Per esempio, per programmare il corretto inserimento di uno o più impianti si deve analizzare l’esatta anatomia delle ossa della bocca nelle tre dimensioni dello spazio.

La precisa conoscenza dei volumi ossei destinati ad accogliere gli impianti, oltre che ridurre al minimo i rischi di errori di diagnosi, consente di sfruttare al meglio tutti i tessuti presenti, evitando fastidiosi interventi di innesti di osso.

L’eventualità di sottoporsi a TAC è temuta dai pazienti, essenzialmente per due ragioni:

1. quantità ingente di radiazioni a cui ci si espone
2. claustrofobia.

La tecnologia Cone Beam permette di superare entrambi i problemi.

Scanner 3D come quello Kavo Gendex GXDP700 consentono di superare entrambi i timori, infatti:

1. il paziente non si trova costretto in uno spazio di dimensioni ridotte, deve solo “posare” per uno scatto fotografico 3D la cui acquisizione avviene in pochi secondi.
2. le radiazioni sono venti volte meno rispetto a quelle di una TAC tradizionale.

In concreto: